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Giudecca, Venezia: cosa vedere, Redentore e come arrivare

La Giudecca è l'isola lunga e stretta che chiude a sud il centro storico, separata dalle Zattere da un canale largo e trafficato. Qui Venezia torna a essere un quartiere: due chiese di Palladio, un mulino ottocentesco diventato hotel e la vista più bella sulla città.

  • Ingressogratis
  • Da San Zaccaria6 min, linea 2
  • Da non perdereRedentore
  • Tempomezza giornata
Non è il sito ufficiale
La chiesa del Redentore di Palladio alla Giudecca vista dal canale, con la facciata bianca, la cupola e i due campanili sopra le case della fondamenta

La Giudecca è l’isola che vedi di fronte quando cammini lungo le Zattere: una striscia lunga e stretta di case, chiese e vecchie fabbriche, separata da Dorsoduro dal Canale della Giudecca, largo abbastanza da far passare le grandi navi di un tempo. Per chi cerca cosa vedere alla Giudecca a Venezia, la risposta sta in poche righe: la chiesa del Redentore di Palladio, le Zitelle, il Molino Stucky e la vista frontale sulla città che da nessun’altra parte è così ampia. L’isola è gratuita, si raggiunge in sei minuti di vaporetto da San Zaccaria e ha ancora la vita di un quartiere: panni stesi, cantieri navali, bambini che giocano sulle fondamenta.

Non è un luogo da “fare” in un’ora di corsa. È il posto dove venire quando il centro è pieno, per vedere Venezia da fuori e mangiare in una trattoria frequentata da veneziani.

Perché andare alla Giudecca

Il motivo più semplice è la vista. Dalla Fondamenta delle Zitelle e dalla Fondamenta di San Giacomo hai davanti, in fila, tutta la riva sud della città: la chiesa dei Gesuati, le facciate delle Zattere, la Punta della Dogana e la cupola della Salute. Dalla punta est, vicino alle Zitelle, la prospettiva gira verso il Bacino di San Marco, con il campanile, Palazzo Ducale e, a pochi metri d’acqua, l’isola di San Giorgio Maggiore. Al tramonto la luce arriva da ovest e accende proprio queste facciate: è l’ora giusta per venire.

Il secondo motivo è il ritmo. La Giudecca ha pochi negozi di souvenir e molte case, calli laterali che finiscono su orti e cortili interni, ex fabbriche trasformate in studi, residenze e spazi per mostre. Il terzo è Palladio: due delle sue chiese veneziane stanno qui, a poche centinaia di metri l’una dall’altra.

Il Redentore: la chiesa e la festa

La chiesa di Palladio

Il Redentore è la chiesa votiva che il Senato della Repubblica fece costruire dopo la peste del 1575–77, una delle epidemie più gravi della storia della città. Il progetto è di Andrea Palladio: facciata bianca in pietra d’Istria che sembra un tempio classico, grande cupola e due campanili sottili ai lati, pensata per essere vista dall’acqua. Il 13 luglio 1577 il Senato dichiarò la città libera dal contagio, e da allora il voto si rinnova ogni anno.

All’interno lo spazio è luminoso e sobrio, con cappelle laterali e un presbiterio che si apre verso il coro dei frati cappuccini. La sacrestia monumentale si visita con il circuito Chorus: il biglietto costa €3,50 (prezzo ufficiale Chorus, può cambiare). Orari e giorni di apertura della chiesa vanno verificati su chorusvenezia.org prima di andare.

La Festa del Redentore

La Festa del Redentore cade ogni anno la terza domenica di luglio. La sera del sabato precedente è la “notte famosissima”: migliaia di veneziani cenano in barca o sulle rive, e verso mezzanotte partono i fuochi d’artificio sul Bacino di San Marco, uno spettacolo che si riflette sull’acqua fra San Giorgio, la Giudecca e la Riva degli Schiavoni. Per l’occasione il Comune monta un ponte votivo di barche che attraversa il Canale della Giudecca dalle Zattere alla chiesa: è l’unico momento dell’anno in cui si arriva al Redentore a piedi.

Se ci vuoi essere, organizzati per tempo. Le rive migliori (Zattere, Riva degli Schiavoni, fondamenta della Giudecca) si riempiono dal pomeriggio, e i ristoranti con vista sul bacino vanno prenotati con settimane di anticipo. Il servizio di vaporetti quella sera è modificato: controlla gli avvisi ACTV. La domenica è la giornata religiosa, con la messa solenne e la processione sul ponte.

La facciata palladiana del Redentore sulla fondamenta della Giudecca, vista dal Canale della Giudecca
La facciata palladiana del Redentore sulla fondamenta della Giudecca, vista dal Canale della Giudecca Foto: Didier Descouens · CC BY-SA 4.0

Le Zitelle e le altre chiese

La chiesa di Santa Maria della Presentazione, per tutti le Zitelle, sta sulla punta est dell’isola, accanto alla fermata omonima. Anche questa è su progetto di Palladio, ma fu costruita dopo la sua morte, tra il 1581 e il 1588, da Jacopo Bozzetto. Il nome viene dall’istituto annesso, che accoglieva ragazze povere senza dote e insegnava loro un mestiere, in particolare il merletto. La facciata, più piccola e compatta del Redentore, con la cupola dietro, è il primo edificio che vedi arrivando dalla linea 2.

Lungo la fondamenta incontri altre chiese parrocchiali, come Sant’Eufemia verso Sacca Fisola. Gli orari delle chiese minori non sono regolari: se sono aperte, entra, altrimenti goditi le facciate dall’esterno.

Molino Stucky: da mulino a hotel con rooftop

All’estremità ovest della Giudecca c’è l’edificio più riconoscibile dell’isola, un enorme castello di mattoni rossi in stile neogotico con torri e pinnacoli. È il Molino Stucky, costruito tra il 1884 e il 1895 per l’imprenditore Giovanni Stucky come mulino e pastificio industriale, all’epoca uno dei più grandi d’Italia. Stucky fu assassinato nel 1910 da un suo dipendente; il mulino continuò a lavorare fino alla chiusura, a metà degli anni Cinquanta, e restò abbandonato per decenni.

Oggi è l’Hilton Molino Stucky. Non si visita come un monumento, ma ristoranti e bar dell’hotel sono aperti anche a chi non vi alloggia, e lo Skyline Rooftop Bar all’ultimo piano è uno dei punti panoramici più noti della città: terrazza sul tetto, vista a 360 gradi sulla laguna, sulle Zattere e sulle cupole del centro. I prezzi sono da hotel di lusso; conviene prenotare, specialmente al tramonto e in estate, perché il bar a volte chiude per eventi privati. Le fermate più vicine sono Palanca e Sacca Fisola.

Casa dei Tre Oci

Sulla fondamenta tra le Zitelle e il Redentore c’è una facciata che si nota subito: tre grandi finestre ad arco affiancate, gli “oci” (occhi, in veneziano) che danno il nome alla Casa dei Tre Oci. È una casa neogotica progettata come abitazione e studio dal pittore Mario De Maria all’inizio del Novecento. Per anni è stata sede di mostre di fotografia; oggi appartiene al Berggruen Institute, che ne ha fatto la propria sede europea e vi organizza mostre, incontri e simposi.

L’apertura al pubblico dipende dal programma espositivo: quando c’è una mostra la casa si visita, con orari e biglietti pubblicati di volta in volta. Controlla sul sito ufficiale della casa prima di andare.

Cosa costa visitare la Giudecca

L’isola in sé è gratuita. Queste sono le spese reali che puoi incontrare, con i prezzi ufficiali al momento della verifica (possono cambiare).

VocePrezzoCanaleNota
Passeggiata sull’isolagratisfondamenta, calli, viste
Vaporetto 75 minuti€9,50ACTV, ufficialeandata con la linea 2 da San Zaccaria
Pass ACTV 24 ore€25ACTV, ufficialeconviene se abbini San Giorgio o altre isole
Sacrestia del Redentore€3,50Chorus, ufficialeverifica orari su chorusvenezia.org
Casa dei Tre Ocivariabilesito della casasolo durante le mostre
Skyline Rooftop BarconsumazioneHiltonprenotazione consigliata
Tour ed esperienzevariabileGetYourGuidetour a piedi, in barca, gastronomici

Non esiste un biglietto cumulativo “Giudecca”. Su Tiqets non ci sono prodotti specifici per l’isola; su GetYourGuide trovi esperienze che la includono, per esempio passeggiate guidate fuori dai percorsi più battuti o giri in barca nel bacino. Guardale se vuoi qualcuno che racconti il quartiere; per vedere le chiese e la fondamenta, invece, non serve una guida.

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Come arrivare alla Giudecca

Non ci sono ponti fissi con il centro: si arriva in barca.

  • Linea 2 da San Zaccaria: la più comoda da San Marco. Ferma a San Giorgio, poi Zitelle (circa 6 minuti), Redentore e Palanca, e prosegue verso Zattere, Sacca Fisola, Tronchetto e Piazzale Roma. Dalla stazione e da Piazzale Roma la prendi nel verso opposto.
  • Linee 4.1 e 4.2: la circolare esterna, che serve la Giudecca collegandola a Piazzale Roma, San Zaccaria e Fondamente Nove.
  • Dalle Zattere: la traversata più breve, pochi minuti fino a Palanca o Redentore.
  • Taxi acqueo: comodo per i bagagli se dormi all’Hilton o in un hotel dell’isola; per tariffe e prenotazioni vedi taxi.venice.it.

Il biglietto ACTV da 75 minuti costa €9,50; se nella stessa giornata aggiungi San Giorgio e magari il Lido, il pass da 24 ore a €25 si ripaga dalla terza corsa. Tutte le tariffe sono nella pagina sul vaporetto ACTV.

Contributo di accesso: vale anche qui

A differenza di Murano, Burano o del Lido, la Giudecca fa parte della città antica secondo il regolamento del Comune, come San Giorgio Maggiore. Nei giorni in cui il contributo di accesso è in vigore, chi viene in giornata deve pagarlo o registrare un’esenzione anche se trascorre la giornata solo alla Giudecca. Chi dorme in una struttura del Comune, Giudecca compresa, è esente ma deve registrarsi. Il calendario e le regole sono nella pagina sul contributo di accesso.

Un itinerario di mezza giornata

  1. Zitelle: scendi dalla linea 2, guarda la facciata e poi voltati verso San Marco e San Giorgio.
  2. Casa dei Tre Oci: pochi passi verso ovest; entra se c’è una mostra.
  3. Redentore: la chiesa di Palladio, con la sacrestia del circuito Chorus.
  4. Fondamenta verso Palanca: pranzo in una trattoria con i tavoli sull’acqua e vista sulle Zattere.
  5. Calli interne: devia verso sud per vedere l’isola dei cortili, dei cantieri e degli orti.
  6. Molino Stucky: arriva in fondo all’isola e, se hai prenotato, sali allo Skyline per il tramonto.
  7. Rientro: linea 2 da Palanca o Sacca Fisola verso Zattere o Piazzale Roma, oppure verso San Zaccaria.

Consigli pratici

  • Scarpe comode: la fondamenta nord è piana e continua, ma lunga; da un capo all’altro dell’isola si cammina parecchio.
  • Luce: la mattina la città di fronte è in controluce, il pomeriggio e il tramonto sono il momento migliore per foto e aperitivo.
  • Dormire alla Giudecca: spesso gli hotel costano meno che a San Marco, a pochi minuti di vaporetto. Considera che la sera dipendi dalle linee 2 e 4.1/4.2.
  • Chiese: spalle e ginocchia coperte, niente visite durante le funzioni.
  • Bambini: è una delle zone più tranquille della città, con spazi dove i più piccoli possono correre senza la folla del centro.
  • Luglio: se sei a Venezia il sabato del Redentore, la Giudecca è il posto dove stare, ma aspettati folla e vaporetti deviati.

Da abbinare

  • San Giorgio Maggiore: una fermata di linea 2, con la basilica di Palladio e il Labirinto Borges. Lo trovi nella pagina su Torcello e San Giorgio e in quella sulle chiese di San Giorgio, Salute e Frari.
  • Dorsoduro e Zattere: attraversa il canale e continua con la Salute, la Punta della Dogana e l’Accademia; vedi Dorsoduro.
  • Le altre isole: per confrontare Murano, Burano, Lido e Torcello parti dalla pagina sulle isole della laguna.

Domande frequenti

Come si arriva alla Giudecca?

Con il vaporetto: la linea 2 va da San Zaccaria a Zitelle in circa 6 minuti e poi ferma a Redentore e Palanca; le linee 4.1 e 4.2 servono l'isola dal giro esterno. Non ci sono ponti fissi con il centro storico, salvo il ponte votivo di barche montato per la Festa del Redentore.

Si paga per entrare alla Giudecca?

No, l'isola è un quartiere abitato e si gira liberamente. La Giudecca però fa parte della città antica, quindi nei giorni in cui il Comune applica il contributo di accesso vale la stessa regola del centro storico per chi viene in giornata.

Quando è la Festa del Redentore?

La festa cade la terza domenica di luglio. La notte famosa è quella del sabato precedente, con i fuochi d'artificio sul Bacino di San Marco, e per l'occasione viene montato un ponte di barche dalle Zattere alla chiesa del Redentore.

Si può visitare il Molino Stucky?

Il Molino Stucky è oggi l'Hilton Molino Stucky, quindi non è un monumento visitabile con biglietto. Ristoranti e bar sono aperti anche a chi non dorme in hotel, compreso lo Skyline Rooftop Bar all'ultimo piano, dove conviene prenotare perché a volte è chiuso per eventi privati.

Quanto tempo serve per visitare la Giudecca?

Mezza giornata basta per percorrere la fondamenta dalle Zitelle al Molino Stucky, entrare al Redentore e fermarsi a pranzo. Se aggiungi una mostra alla Casa dei Tre Oci o un aperitivo al tramonto sul tetto dell'Hilton, calcola un pomeriggio intero.

Cosa si vede dalla Giudecca?

Dalla fondamenta si ha di fronte tutta la riva delle Zattere, con i Gesuati, la Punta della Dogana e la cupola della Salute. Dalle Zitelle la vista si apre sul Bacino di San Marco, con il campanile, Palazzo Ducale e l'isola di San Giorgio.

Chi ha progettato la chiesa del Redentore?

Andrea Palladio. La chiesa fu voluta dal Senato come voto per la fine della peste del 1575–77, e la città fu dichiarata libera dal contagio il 13 luglio 1577. La vicina chiesa delle Zitelle è anch'essa su progetto palladiano, costruita dopo la sua morte.

Fonti ufficiali

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