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Dorsoduro · Pittura veneziana · Museo statale

Gallerie dell'Accademia di Venezia: biglietti, orari e capolavori

Il grande museo della pittura veneziana, da Bellini a Tiepolo, nelle sale della vecchia Scuola della Carità ai piedi del ponte dell'Accademia. Qui trovi prezzi e gratuità, come prenotare sul canale ufficiale e le opere che non puoi perdere.

  • Intero€20
  • UE 18–25€2
  • Chiusolunedì
  • Visitacirca 2 ore
Non è il sito ufficiale
L'ingresso delle Gallerie dell'Accademia in campo della Carità, accanto al ponte dell'Accademia sul Canal Grande

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia sono il museo dove si capisce la pittura veneziana, dal fondo oro del Trecento fino al Settecento di Tiepolo e Canaletto. Si trovano a Dorsoduro, in campo della Carità, ai piedi del ponte dell’Accademia, e occupano un complesso di tre edifici storici: la chiesa di Santa Maria della Carità, il convento dei Canonici Lateranensi e la Scuola Grande della Carità, una delle confraternite più antiche della città. In 37 sale ci sono Giovanni Bellini, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Carpaccio e molti altri.

Non va confusa con altre “Accademie” italiane più famose per la scultura: quella di Venezia è una pinacoteca e ha una sua identità precisa. Se a Venezia hai visto le chiese e il Palazzo Ducale, qui trovi i quadri che spiegano tutto il resto: i colori, la luce, le processioni in Piazza San Marco, la città com’era cinquecento anni fa.

Biglietti e prezzi

Le Gallerie sono un museo statale del Ministero della Cultura. Per questo hanno tariffe diverse da quelle dei Musei Civici: non sono comprese nel Museum Pass MUVE né nei combo dei Musei di Piazza San Marco. Tutti i prezzi possono cambiare: ricontrollali sul sito ufficiale prima di pagare.

BigliettoPrezzo ufficialeNote
Intero€20dai 18 anni in su (per i cittadini UE dai 26)
Cittadini UE 18–25 anni€2con documento
Minori di 18 annigratisper tutte le nazionalità
Arteritivo (26–35 anni)€15venerdì dalle 17:15 alle 19:00
Dorsoduro Museum Mile€17con biglietto pagato in un museo del circuito entro 7 giorni
Gruppi “Insieme” (10–25 persone)€17 a testasu prenotazione
Prima domenica del mesegratisper tutti
Audioguida€6facoltativa

Ingresso gratuito. La prima domenica di ogni mese si entra gratis, come in tutti i musei statali italiani. Lo stesso vale per alcune giornate nazionali indicate dal museo, tra cui il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. Gratis anche i soci ICOM e i titolari delle tessere associative indicate sul sito. Nelle domeniche gratuite possono formarsi lunghe code: se puoi, evitale oppure arriva all’apertura delle 9:00.

I giovani europei pagano €2. È uno dei biglietti più convenienti di Venezia: se hai tra i 18 e i 25 anni e sei cittadino dell’Unione europea, porta un documento. I minori di 18 anni entrano gratis indipendentemente dalla nazionalità, quindi per una famiglia con figli adolescenti il costo si riduce agli adulti.

Dove comprare: TicketOne è l’unico canale online ufficiale

Il museo lo scrive chiaramente: TicketOne è l’unico rivenditore autorizzato per i biglietti online. Se altrove trovi un ingresso alle Gallerie a un prezzo più alto, di solito comprende un servizio aggiunto, come una visita guidata: controlla bene cosa stai pagando. Secondo alcune fonti, l’acquisto online comporta un piccolo diritto di prevendita. In alternativa puoi prenotare al telefono, allo 800 150 666 dall’Italia o al +39 041 5243354 dall’estero, tutti i giorni dalle 9 alle 18, oppure comprare direttamente in biglietteria.

Prenotare conviene nei fine settimana, a Pasqua, in estate e nei mesi della Biennale; in un martedì di novembre puoi tranquillamente presentarti alla cassa.

Visite guidate

Su Tiqets non c’è un biglietto per le Gallerie dell’Accademia. Se preferisci una visita guidata, magari abbinata a un giro di Dorsoduro, trovi diverse proposte su GetYourGuide: controlla sempre che il biglietto d’ingresso sia compreso nel prezzo e che il gruppo sia piccolo, perché secondo le regole comunali a Venezia i gruppi guidati non possono superare le 25 persone.

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Orari: chiuso il lunedì

Le Gallerie sono aperte dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 19:00. La biglietteria chiude alle 18:00 e mezz’ora prima della chiusura il personale inizia ad accompagnare i visitatori verso l’uscita: se arrivi alle 17:30, avrai poco più di un’ora. Il museo è chiuso il lunedì.

Il lunedì di chiusura va ricordato quando organizzi Dorsoduro: la Collezione Peggy Guggenheim, a cinque minuti a piedi, chiude invece il martedì. Dal mercoledì alla domenica puoi visitarle entrambe nella stessa giornata.

Il momento migliore è l’apertura delle 9:00, quando i gruppi non sono ancora arrivati, oppure il tardo pomeriggio. Il venerdì sera la tariffa Arteritivo rende il museo particolarmente piacevole per chi ha tra i 26 e i 35 anni.

Cosa vedere: i capolavori delle Gallerie

Il percorso segue a grandi linee la cronologia, dai polittici a fondo oro del Trecento fino al Settecento. Le opere possono essere spostate o prestate a mostre temporanee; il sito del museo indica per ogni opera se è esposta, in prestito o in restauro.

Giorgione, La Tempesta (Sala VIII)

Il quadro più enigmatico del Rinascimento veneziano: un paesaggio attraversato da un fulmine, un giovane in piedi a sinistra, una donna che allatta un bambino a destra, una città sullo sfondo. Dipinto verso il 1504, è sorprendentemente piccolo, 82 per 73 centimetri, e nessuno ha mai chiarito con certezza cosa rappresenti. Si trova nella Sala VIII.

Giovanni Bellini

Bellini è il pittore che ha portato la luce nella pittura veneziana. Nelle Gallerie trovi diverse sue Madonne e la Pala di San Giobbe, dipinta intorno al 1487 per la chiesa di San Giobbe: un’architettura dipinta che continuava quella reale della cappella, con la stessa luce delle finestre vere.

Tiziano, la Pietà

L’ultima opera di Tiziano, rimasta incompiuta alla sua morte e destinata alla sua tomba nella vicina basilica dei Frari: scura, drammatica, dipinta quasi con le dita. È uno dei quadri più commoventi del museo.

Tintoretto, San Marco libera uno schiavo

Il Miracolo dello schiavo è il quadro che nel 1548 rese celebre Tintoretto, allora nemmeno trentenne. Dipinto per la Scuola Grande di San Marco, mostra il santo che piomba dall’alto a salvare uno schiavo condannato alla tortura, mentre gli strumenti si spezzano davanti agli occhi stupiti del carnefice e della folla.

Veronese, Convito in casa di Levi (Sala X)

Un telero immenso, largo quasi quanto la parete della Sala X, con architetture classiche, servitori, cani, buffoni e soldati attorno alla tavola di Cristo. Nato come Ultima Cena, secondo la storia fu contestato dall’Inquisizione proprio per quei dettagli considerati poco decorosi: Veronese se la cavò cambiando il titolo in “Convito in casa di Levi”. Nella stessa sala ci sono altri Veronese e una Crocifissione di Tintoretto.

Carpaccio e i grandi cicli narrativi

Le Storie di Sant’Ursula di Vittore Carpaccio sono un ciclo di teleri dipinti per una scuola veneziana: una principessa bretone, un pellegrinaggio, un martirio, ma soprattutto Venezia alla fine del Quattrocento, con navi, costumi e architetture. Nello stesso spirito cerca i teleri dei Miracoli della Croce, tra cui la processione in Piazza San Marco di Gentile Bellini e il miracolo di Carpaccio ambientato a Rialto, dove si vede il vecchio ponte di legno: sono vere fotografie della città di cinquecento anni fa.

Il Settecento

Nelle ultime sale trovi il secolo di Tiepolo, Canaletto, Pietro Longhi e Rosalba Carriera, e alcune opere di Canova. Se ti appassiona il Settecento veneziano, prosegui a Ca’ Rezzonico, a una fermata di vaporetto.

E l’Uomo vitruviano?

Lo studio delle proporzioni del corpo di Leonardo da Vinci, noto come Uomo vitruviano, appartiene davvero alle Gallerie dell’Accademia, dove è arrivato con la collezione Bossi. Ma non è esposto: il museo spiega che i disegni devono essere protetti dalla luce e conservati in un microclima costante, per questo non vengono mai esposti in modo permanente. Il Vitruviano esce dai depositi solo per rare mostre temporanee, l’ultima delle quali di recente. Non organizzare la visita contando di vederlo: se è esposto, il museo lo annuncia con grande evidenza.

Le Gallerie dell'Accademia in campo della Carità, ai piedi del ponte dell'Accademia
Le Gallerie dell'Accademia in campo della Carità, ai piedi del ponte dell'Accademia Foto: Didier Descouens · CC BY-SA 4.0

La storia del museo

Le Gallerie sono nate all’inizio dell’Ottocento, negli anni successivi alla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797. Con la soppressione di chiese, conventi e confraternite in età napoleonica, centinaia di dipinti persero la loro sede originale e furono raccolti qui, nella sede della vecchia Scuola della Carità, accanto all’Accademia di Belle Arti. Il museo stesso si definisce uno dei più importanti “musei di origine politica” del primo Ottocento, come la Pinacoteca di Brera a Milano. È per questo che molte opere sono pale d’altare e teleri pensati per luoghi precisi: guardarle sapendo da dove vengono aiuta a capirle.

Come arrivare

Il museo è in campo della Carità, esattamente alla base del ponte dell’Accademia sul lato di Dorsoduro.

  • In vaporetto: fermata Accademia, servita dalle linee 1 e 2 e, di notte, dalla linea N. Un biglietto singolo costa €9,50 e vale 75 minuti; tutti i dettagli sono nella pagina sul vaporetto ACTV.
  • A piedi da San Marco: circa 15 minuti passando per campo Santo Stefano e attraversando il ponte dell’Accademia.
  • A piedi da Rialto: circa 20–25 minuti, sempre via campo Santo Stefano.

Consigli pratici

  • Borse: zaini e borse ingombranti non sono ammessi. Ci sono armadietti gratuiti fino a 45×35×65 cm e un guardaroba gratuito che chiede in deposito una moneta da €1, restituita all’uscita.
  • Audioguida: €6. Utile soprattutto per i grandi cicli di Carpaccio e per la sala di Veronese.
  • Tempo: circa due ore per un giro completo; un’ora basta per le opere principali.
  • Bambini: sotto i 18 anni entrano gratis. I teleri di Carpaccio, pieni di barche, cani e personaggi, sono perfetti per giocare a “trova il dettaglio”.
  • Abbinamenti: la Peggy Guggenheim per il Novecento, la Salute e le Zattere per una passeggiata, Ca’ Rezzonico per il Settecento. Tutto il quartiere è raccontato nella pagina su Dorsoduro, e le altre idee per i musei della città sono nella pagina sui musei di Venezia.

Domande frequenti

Quanto costa il biglietto delle Gallerie dell'Accademia di Venezia?

L'intero costa €20. I cittadini dell'Unione europea tra i 18 e i 25 anni pagano €2 e i minori di 18 anni entrano gratis. Il venerdì sera la tariffa Arteritivo per chi ha tra i 26 e i 35 anni è di €15.

Quando si entra gratis all'Accademia?

La prima domenica di ogni mese l'ingresso è gratuito per tutti, così come in alcune giornate nazionali, tra cui il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. Sono giornate molto affollate: arriva all'apertura delle 9:00.

Dove si comprano i biglietti ufficiali online?

Il museo indica TicketOne come unico rivenditore autorizzato per i biglietti online. Puoi anche prenotare al telefono, allo 800 150 666 dall'Italia o al +39 041 5243354 dall'estero, tutti i giorni dalle 9 alle 18.

Il Vitruviano di Leonardo è esposto all'Accademia di Venezia?

Di norma no. L'Uomo vitruviano appartiene alle Gallerie ma, come tutti i disegni, deve restare al buio e in condizioni climatiche controllate: il museo lo espone solo in rare mostre temporanee.

Le Gallerie dell'Accademia sono aperte il lunedì?

No, il museo è chiuso il lunedì. Dal martedì alla domenica apre dalle 9:00 alle 19:00, con biglietteria aperta fino alle 18:00.

Quanto tempo serve per visitare l'Accademia?

Calcola circa due ore per le 37 sale, di più se ti fermi sui grandi teleri di Carpaccio e Veronese. Mezz'ora prima della chiusura il personale inizia ad accompagnare i visitatori verso l'uscita.

Posso entrare con lo zaino?

No, zaini e borse ingombranti non sono ammessi. Ci sono armadietti gratuiti fino a 45×35×65 cm e un guardaroba con deposito di una moneta da €1, che ti viene restituita.

Fonti ufficiali

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